|
|
||||
MATERIALI PRIVILEGIATI DA LUNGO TEMPO PER LE LORO DIVERSE CARATTERISTICHE DI DUREZZA E LAVORABILITÀ, MANTENGONO ANCORA OGGI INTATTO IL LORO FASCINO, NELLA POLIEDRICITA DEL LORO UTILIZZO
Se partiamo dall'etimologia, secondo gli antichi romani vi erano lapides e marmora: le prime erano le pietre non lucidabili, mentre i secondi erano i calcari metamorfici a grana fine cristallina, utilizzati soprattutto per le statue, i fregi e gli intarsi nelle pavimentazioni e nei rivestimenti. Poi, con il passare del tempo, mormoro significarono tutti i materiali lapidei lucidabili.
Un po' di confusione regna ancora, le pietre vengono denominate secondo la località di provenienza o la cava di estrazione, oppure sono il loro aspetto e colore ad avere determinato la terminologia se vogliamo chiarezza utilizziamo la classificazione commerciale (codificata dalla norma UNI 8458) che prevede la suddivisione dei materiali lapidei in quattro raggruppamenti: graniti, marmi, travertini, pietre; e la classificazione petrografica, che prevede l'esame macroscopico e microscopico del materiale.
Secondo la classificazione commerciale se parliamo di graniti parliamo di rocce endogene di tipo intrusivo, che si sono formate dalla solidificazione del magma in condizioni di alta temperatura e alta pressione. Hanno una grana estremamente compatta con elevati valori di durezza (6-7 della scala Mohs) e di resistenza meccanica: sono quindi molto resistenti all'usura, all'esposizione agli agenti atmosferici e all'inquinamento.
Appartengono al gruppo le rocce magmatiche intrusive propriamente definite graniti, con struttura granulare compatta e colorazione bianca, rosa o grigia con macchiettatura in colori più scuri. Le cave si trovano in Sardegna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana e Calabria.
Altre rocce che appartengono a questo gruppo sono le dioriti, i gabbri, le sieniti, le rocce magmatiche effusive a struttura porfirica e alcune rocce metamorfiche come i serizzi.
I graniti vengono generalmente utilizzati per rivestimenti e pavimentazioni sia in interni, sia in esterni. I marmi sono rocce facilmente lucidabili e levigabili, più tenere dei graniti, che hanno struttura cristallina pura (se hanno origine metamorfica) oppure cristallina ricomposta (se hanno origine sedimentaria) e non hanno valori di durezza molto elevati (3-4 della scala Mohs).
Appartengono a questo gruppo i marmi propriamente detti, le brecce, le puddinghe, i calcari compatti, i serpentini.
I marmi propriamente detti sono rocce metamorfiche a struttura calcarea cristallina che si sono formate a pressioni elevate e alla temperatura di circa 400°C; si caratterizzano per una certa variabilità della tonalità e della granulometria dei componenti (fine, media, grossa), e la colorazione varia dalle tonalità chiare a quelle rosate, giallastre, grigie, verdi, rosse.
Le cave di estrazione si trovano in Toscana (celebre il giacimento di marmo bianco delle Alpi Apuane), Piemonte, Lombardia,Trentino Alto Adige. Tra i marmi di provenienza estera sono famosi i marmi bianchi della Grecia e i marmi rosa del Portogallo. Sono considerati marmi anche varie rocce di origine sedimentaria come i calcari compatti, gli alabastri calcarei, i conglomerati, formati per cementazione di frammenti ricomposti con leganti calcarei, silicei o argillosi.
I conglomerati, secondo le caratteristiche dei frammenti originari, si suddividono in brecce (a componenti angolosi) e puddinghe (a componenti arrotondati).
I travertini sono Pietre calcaree sedimentarie molto porose, generate per deposito di carbonato di calcio e successiva decomposizione delle componenti vegetali inglobate nell'impasto. Presentano discrete proprietà meccaniche e agevole lavorabilità, dovuta anche alla scarsa durezza; alcune varietà sono lucidabili. In genere hanno colorazione chiara, tendente al giallo, ma esistono anche qualità con colorazione più scura e variamente colorata; le cave si trovano in Toscana, Lazio, Marche.
Il Travertino è stato utilizzato per la realizzazione di opere particolarmente importanti, come il colonnato di Piazza S. Pietro a Roma e le fontane di Piazza Navona. Per la sua struttura particolarmente porosa, il Travertino - se utilizzato in esterni - tende ad assorbire una consistente quantità d'acqua, ma generalmente non è gelivo e garantisce un'accettabile durevolezza.
Con il termine Pietre si definiscono tutti i materiali lapidei normalmente non lucidabili; appartengono a questo gruppo rocce piuttosto dure come i porfidi e le trachiti di origine endogena, gneiss e quarziti di origine metamorfica e rocce più tenere come arenarie, tufi, peperini. Storicamente sono state utilizzate come materiali costruttivi, grazie alle buone caratteristiche meccaniche, ma anche per elementi decorativi, capitelli, basamenti, fregi; sono generalmente considerate materiale pregiato, utilizzato per valorizzare luoghi ed edifici di particolare importanza.
![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() | ![]() |
![]() |