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Il Pino Domestico è un albero di seconda grandezza alto sino a 20-25 (30) m, molto resinoso, a tronco eretto, nudo nei due terzi inferiori, ramificato in alto con rami verticillati espansi a formare una corona caratteristicamente ombrelliforme; corteccia scagliosa e rosso-brina nelle piante giovani indi screpolata e divisa in grandi placche romboidali grigie.
Foglie lineari ([81 10-12 cm), acute ma non pungenti, di colore verde-glauco. Fiori maschili in amenti piccoli e gialli; i femminili rosso-violacei. Strobili solitari o abbinati molto compatti e pesanti, resinosi, ovato-globosi ([8] 10-18 x 7-12 cm), con squame bruno-rossicce, lucide, terminanti in un largo scudo piramidale con umbone centrale grigio. I semi, detti pinoli, sono grandi (15-20 x 6-8 mm), protetti da un guscio osseo rosso-scuro ornato da un'ala brevissima e maturano in tre anni. In coltivazione una var. fragilis a guscio sottile che può essere schiacciato con le mani. Fiorisce da aprile a giugno.
Il Pino domestico è albero mediterraneo per eccellenza, il cui areale si estende dalla Crimea al Portogallo e all'Algeria. In Italia è frequente, ma il suo indigenato è dubbio perché la specie è stata diffusa con la coltivazione da antichissima data e le pinete litoranee di notevole bellezza e importanza, alcune delle quali di nota fama, sono tutte il risultato di impianti artificiali.
Specie lucivaga e termofila, predilige i litorali marittimi e i colli solatii, e prospera in terreni sciolti, sabbiosi e freschi.
Penetra poco nell'entroterra e solo eccezionalmente si spinge in altitudine sino a 700-800 m. Forma boschi puri (pinete) nell'orizzonte climaxico delle sclerofille. Specie di primo merito nelle alberature stradali litoranee.
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