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Sulle sue origini vi sono molte leggende: la piu' conosciuta e' quella proveniente dal Monastero Chehodet nello Yemen: uno dei monaci, avendo saputo da un pastore di nome Kaldi che le sue capre e i suoi cammelli si mantenevano "vivaci" anche di notte se mangiavano certe bacche, preparo' con queste una bevanda nell'intento di restare sveglio per poter pregare piu' a lungo. Meno nota la leggenda su Maometto: si narra che un giorno in cui il Profeta si sentiva malissimo, l'Arcangelo Gabriele gli venne in soccorso, portandogli una pozione inviatagli direttamente da Allah. La bevanda era scura come la Sacra Pietra Nera della Mecca, comunemente chiamata qawa. Maometto la bevve, si rianimo' di colpo e riparti' per grandi imprese.
Altre leggende fanno risalire le origini dei caffe' negli altipiani dell'Abissinia dove, sembra, le sue vere origini abbiano avuto luogo. Comunque sia, i resoconti di parecchi viaggiatori testimoniano come l'uso dei caffe' fosse diffusissimo in tutto l'oriente islamico alla fine dei XVI secolo. In occidente il caffe' si diffuse attraverso Venezia, dove sembra sia stata aperta la prima "Bottega del Caffe'" nel 1640, anche se alcuni ritengono che ne sia stata aperta in precedenza una a Livorno.
La pianta di caffe' e' un arbusto sempreverde della famiglia delle rubiacee. La specie Arabica cresce spontaneamente fino a un'altezza di 5-6 metri, la specie Robusta invece diventa alta fino a 8 metri. Normalmente nelle piantagioni, le piante sono potate per mantenerle a un'altezza di 2-3 metri per facilitare il lavoro dei raccoglitori.
La pianta ha radici molto profonde e foglie appuntite verde scuro, lunghe dai 5 ai 20 centimetri, opache nella parte inferiore, lucide in quella superiore. I suoi fiori sono bianchi e si annidano nelle attaccature delle foglie in mazzettini di 5-12. Sono composti di 5-6 petali che avvizziscono in fretta. I frutti sono verdi all'inizio, a forma di ciliegia e assumono un colore rosso vivo dopo 6-7 mesi quando raggiungono la piena maturazione. Diventano invece marrone quando i grani sono troppo maturi.
Ogni frutto contiene due chicchi piatti, attraversati da un solco nella parte interna e convessi in quella esterna, ricoperti da una pellicola chiamata pergamlno. Alcune volte quando il frutto cresce all'estremita' del ramo, puo' succedere che si sviluppi solo un chicco rotondo che e' chiamato caracolico o "caffe' perla".
Le piante, fin dalla nascita vanno seguite, curate, irrorate e potate frequentemente: diventano produttive dopo 3-4 anni. Dopo la prima fioritura, la pianta produce circa 700-800 grammi di caffe' l'anno per circa 15-20 anni. Dato il clima costante si hanno piú fioriture durante l'anno. Dalla fioritura alla piena maturazione dei frutto trascorrono circa sette mesi. Poiché dopo ogni precipitazione le piante fioriscono, accade spesso che sulla medesima pianta, si trovino fiori con livelli di maturazione molto diversi e questo crea considerevoli problemi nella raccolta e quindi nella conseguente certezza di avere un prodotto di qualita' costante.
Il periodo di raccolta varia da paese a paese e poiché i frutti non maturano tutti contemporaneamente, puo' durare anche diverse settimane. Il caffe' puo' crescere in qualunque regione della fascia tropicale ed equatoriale, purché l'acqua sia sufficiente e la temperatura non scenda sotto lo zero. Le gelate sono gli eventi climatici piu' pericolosi per le piantagioni di caffe'. Nonostante siano rare, una notte fredda con temperatura sotto lo zero e' sufficiente a causare un'estesa defogliazione dalla quale le piante si riprendono molto difficilmente. La possibilita' di gelate puo' dipendere dall'altitudine della piantagione e dalle condizioni locali di vento e piovosita'. Alcune regioni collocate a determinate attitudini, con particolari condizioni di piovosita', irradiazione solare, vento e tipo di suolo, presentano delle caratteristiche favorevoli allo sviluppo delle piante di caffe', e permettono quindi di ottenere una buona raccolta e un prodotto di qualita'.
Nelle zone a clima tropicale, il caffe' Arabica cresce a un'altitudine modesta (inferiore a 1000 metri sul livello dei mare) e, grazie all'attemarsi delle stagioni, e' possibile ottenere un raccolto l'anno. Nelle zone a clima equatoriale, il caffe' Arabica cresce ad altitudini piu' elevate (da 1500 a 2500 metri sul livello dei mare), il caffe' Robusta invece, riesce a svilupparsi anche in pianura, nelle foreste pluviali. I frutti non maturano contemporaneamente, ma nell'arco di un lungo periodo dell'annata, a causa delle condizioni climatiche diverse e delle regioni in cui sorgono le piantagioni.
La raccolta puo' avvenire con due sistemi:L'estrazione dei chicchi dai frutti e' effettuata entro pochi giorni dal raccolto eliminando la polpa e la pellicola. Anche qui esistono due metodi:
Il crudo ottenuto in seguito ai suddetti Trattamenti, viene classificato sulla base di vari criteri, differenti secondo i paesi d'origine, per esempio, in base alla forma del chicco, al taglio centrale, alla densita', al suo colore e al suo sapore. La qualita' della miscela dipende da una serie di controlli tecnologicamente avanzati e dalla conoscenza di anni di lavoro e esperienza. Il controllo sulla qualita' di una partita di crudo viene eseguita da chi lo acquista, attraverso un'analisi chimica delle componenti organolettiche dei chicchi e attraverso la degustazione di campioni gia' torrefatti. Il caffe' verde puo' appartenere a piu' di sessanta specie diverse; le piu' utilizzate sono quelle denominate arabica e robusta.
Tutte le operazioni dei processo di produzione, eccetto la tostatura, sono effettuate in condizioni di temperatura e umidita' ambientali:
Il settore delle lavorazioni e del confezionamento di caffe' torrefatto e della produzione del caffe' solubile, ha identificato una serie di possibili fattori di contaminazione riferiti alle problematiche di tipo:
E' una responsabilita' di ogni singola azienda predisporre tutte le procedure atte a identificare i punti critici che potrebbero rappresentare un rischio igienico pergli utilizzatori del caffe'; nello stesso tempo devono essere messi in atto dei piani specifici per eliminare questi punti critici o per lo meno ridurre il pericolo a livelli accettabili.
Nella stesura dei piani di autocontrollo occorre prendere in considerazione i seguenti punti:Il caffe' crudo puo' essere trasportato in sacchi (in Container o con autocarri), oppure sfuso in cisterne; in ogni caso i veicoli adibiti al trasporto devono essere mantenuti puliti e sottoposti a regolare lavaggio e Sanificazione.
Nelle lavorazioni di tostatura del caffe' occorre sia data una grande importanza alla pulizia dei locali. I pavimenti e le pareti devono essere mantenuti in buone condizioni igieniche, in modo da non offrire ricettacolo al deposito dello sporco e al possibile insediamento di Infestanti. La detersione va effettuata con detergenti a media alcalinita' sia in modo manuale sia con sistemi a schiuma ancorata, mediante l'utilizzo di particolari attrezzature in grado di produrre una schiuma densa che rimane a contatto con le superfici da lavare e che in seguito viene eliminata con un risciacquo.
Nella pratica, gli impianti di tostatura, macinazione e confezionamento vengono mantenuti puliti operando, per la maggior parte dei casi, con aria compressa, in grado di eliminare la maggior parte dei residui polverosi. Solo saltuariamente si impiega un detergente alcalino, in soluzione acquosa per una pulizia di fondo; in questo caso occorre porre molta attenzione agli impianti elettronici di confezionamento, che potrebbero essere irrimediabilmente danneggiati dall'acqua.
Il personale addetto alle varie fasi di lavorazione e' tenuto a mantenere uno standard elevato di igiene personale. Le norme igieniche da rispettare sono Comuni a tutte le industrie alimentari.
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