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Disinfestazione processionaria, quando e come farla per evitare rischi per l’uomo e gli animali

La processionaria è un insetto dell’ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae che deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”. Si tratta di un insetto molto invasivo e pericoloso per le piante che infesta, capace di privare di ogni foglia grandi tratti di pinete durante il proprio ciclo vitale e in grado di distruggere anche intere foreste. Le piante più colpite dalla processionaria sono il pino (nero e silvestre) ma anche le querce, i larici e i cedri.

Processionaria, le forme più diffuse in Italia

In italia, le forme più diffuse di processionaria sono la Thaumetopoea pityocampa (processionaria del pino) e la Thaumetopoea processionea (processionaria della quercia). Questo insetto ha la capacità di infestare sia i boschi che le zone dei centri urbani particolarmente rigogliosi. Il periodo di maggiore attività della processionaria è quello invernale in quanto nei mesi più caldi l’insetto vive come bozzolo sotto terra. Tra luglio e agosto le falene escono dal bozzolo e depositano le uova sulle essenze vegetali di cui si nutrono. In estate creano dei nidi provvisori per nutrirsi mentre in inverno creano il cosiddetto nido sericeo, un nido fisso. È per questo che il periodo migliore per la disinfestazione dalla processionaria è quello invernale, da gennaio a marzo, perché è il momento in cui si può agire più efficacemente e con risultati più duraturi nel tempo.

Disinfestazione processionaria, lotta endoterapica vs lotta microbiologica

La disinfestazione da processionaria può avvenire con diverse tipologie di trattamento. La lotta meccanica consiste nella rimozione manuale dei nidi e si fa in inverno prima che le larve siano uscite dal nido. Nel caso di superfici molto estese da disinfestare è invece consigliabile optare per la lotta microbiologica, che si effettua in primavera e in inverno con l’aiuto di un nebulizzatore che spruzza un prodotto disinfestante sulla pianta infetta. La tecnica migliore da utilizzare è quella detta endoterapica che consiste nell’inserire il pesticida direttamente all’interno della pianta e quest’ultimo, grazie al flusso linfatico, si distribuisce su tutta la pianta e fornisce protezione dagli agenti patogeni per tutto l’inverno.

Altri metodi di disinfestazione dalla processionaria sono la lotta microbiologica, che consiste nella somministrazione di un insetticida biologico che colpisce solo alcuni lepidotteri e che non è pericoloso per la biodiversità della zona in cui si fa il trattamento, e le trappole ai ferormoni, che sono in grado di attirare i maschi durante il periodo dell’accoppiamento ed evitando la fecondazione evitano di conseguenza la formazione di una nuova generazione di insetti.

Processionaria, quali rischi per uomo e animali?

È consigliabile intervenire al più presto sui nidi di processionaria anche per evitare gli effetti dannosi della presenza di questo lepidottero sull’uomo e sugli animali. Infatti i peli della larva sono fortemente urticanti per l’uomo e possono causare reazioni allergiche anche severe, orticaria e, nei casi più gravi, anche shock anafilattico. In caso di inalazione i peli provocano problemi respiratori, come starnuti e broncospasmo, in caso di ingestione possono invece infiammare le mucose di bocca e intestino provocando dolori addominali e vomito.

La processionaria è anche molto pericolosa per gli animali, come i cani, che possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti dell’insetto. Se il processo infiammatorio scatenato dal contatto con l’insetto è molto violento, le conseguenze per i cani possono essere serie. I sintomi vanno dalla febbre, vomito e diarrea, fino a salivazione aumentata, ingrossamento patologico della lingua e addirittura necrosi dei tessuti e soffocamento.

 

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