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Disinfestazione processionaria

Incontrare questi insetti durante una gita in campagna è assai prevedibile e consueto. Il problema da affrontare è la capacità di urbanizzazione di queste specie animali. Come per le altre, l’Italservizi è sensibile, si adopera ed interviene con disinfestazioni programmate per ridurre il più possibile i rischi che piante, persone ed animali corrono entrando in contatto con le processionarie. Insetto particolarmente distruttivo per il ciclo vitale delle specie arboree perché le priva di gran parte del fogliame e dannoso per la salute dell’uomo. La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un insetto dell’ordine dei lepidotteri, appartenente alla famiglia Notodontidae. Questo artropode si trova nelle regioni temperate dell’Europa meridionale, nel vicino Oriente e nell’Africa settentrionale.

Le pianta più colpita è per l’appunto il pino, in particolare il pino nero e il pino silvestre, ma è facile trovarne anche presso larici e cedri. Il modo comune con cui viene chiamato è legato alla fatto di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”. Durante il periodo riproduttivo vengono deposte masse che possono contenere fino a 300 uova dalle quali poi si sviluppa l’insetto.

Il periodo di maggior rischio di contatto con le processionarie va da marzo ad aprile, fase in cui solitamente le larve abbandonano i nidi. E’ con l’arrivo dei primi caldi, infatti, che l’insetto inizia a nutrirsi di aghi di pino. Cibandosi riesce a crescere e attraversa le 5 fasi larvali. Dal secondo stadio in poi il bruco assume l’aspetto definitivo, si ricopre di peli urticanti, diventa pericoloso, soprattutto per i cani. Il bruco  alla fine della primavera si interra e si trasforma in bozzoli che verso agosto diventano falene ed emergono dal suolo, pronte, dopo qualche giorno, a deporre nuove uova. Il pericolo è rappresentato dai peli urticanti che ricoprono il corpo della processionaria: questi peli vengono rilasciati nell’aria quando il bruco è in pericolo e la loro forma uncinata gli permette di agganciarsi alla vittima provocando reazioni cutanee, alle mucose, agli occhi e alle vie respiratorie. Esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, dalla lotta meccanica all’utilizzo di insetticidi biologici alle tecniche più innovative come l’endoterapia.

Diversi sono i metodi per intervenire e in diversi periodi dell’anno. Tra febbraio e marzo il trattamento endoterapico è efficace per la disinfestazione della specie allo stato larvale, tra maggio e giugno invece colpisce l’insetto nella sua età adulta. Da marzo a luglio è consigliabile  intervenire tramite l’atomizzatore e l’uso del cannone: con un intervento al mese si effettua un vero e proprio lavaggio della pianta sulla quale si deposita il prodotto insetticida.

Sempre tra marzo e aprile si può intervenire tramite la rimozione meccanica (manuale) delle larve con l’utilizzo di appositi sacchi. Si può invece intervenire con trappole contenenti feromoni nei mesi tra giugno e luglio: le trappole permettono di catturare il maschio vivo impedendogli la fecondazione. In ultima analisi, è possibile prendere in considerazione il trattamento del terreno intorno alle piante con prodotti farmaceutici per debellare l’infestazione di processionaria durante il loro periodo di interramento, pratica che però è stata presa poco in considerazione fino ad oggi in quanto è difficile stabilire la profondità di insediamento nel terreno.

 

 

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