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La normativa corrente per la fossa biologica

La fossa biologica è la soluzione ideale da installare nelle case che si trovano in zone difficilmente raggiungibili, lontane dalla rete fognaria comunale. Si tratta di una vasca interrata, che può avere diverse caratteristiche, che serve a raccogliere e smaltire sia le acque nere che le acque grigie degli scarichi provenienti dalle abitazioni.

L’installazione di una fossa biologica nella propria casa richiede che il proprietario segua uno specifico iter che tenga conto sia delle leggi nazionali in materia che dei regolamenti regionali e comunali, che possono prevedere diversi obblighi, oltre alle specifiche norme igienico-sanitarie previste dalla Asl di riferimento.

La legge nazionale a cui bisogna fare riferimento è la Legge n. 319 del 1976 alla quale si affiancano i regolamenti regionali, provinciali o comunali. In particolare, se si vuole installare una fossa settica o una fossa Imhoff bisogna fare riferimento al decreto legislativo n. 152/600 (Norme in materia ambientale) oltre alla già citata Legge n. 319.

Entrambe stabiliscono che le acque reflue devono essere smaltite rispettando delle rigide tabelle ministeriali e sarà la Asl di competenza ad analizzare i liquami in modo da stabilire se è possibile rilasciare l’autorizzazione allo scarico. Una volta ottenuta, l’autorizzazione ha una durata di 4 anni.

Se invece si vuole installare una fossa settica è indispensabile ottenere un parere tecnico favorevole da parte di un geologo che deve studiare la natura del terreno e le sue caratteristiche. Il sopralluogo tecnico è indispensabile per progettare l’impianto e per capire se il luogo prescelto è idoneo per la realizzazione dello stesso.

 

 

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